ROMA – “L’emendamento del governo sui balneari non andava presentato”. Esordisce così il senatore di Forza Italia Massimo Mallegni durante la conferenza in senato riguardo alle proposte degli azzurri al ddl Concorrenza. Insieme a lui, a sostenere la categoria dei balneari, la presidente del gruppo in senato Annamaria Bernini e i senatori Maurizio Gasparri e Dario Damiani.
“L’articolo 12 della Bolkestein parla chiaro – prosegue Mallegni – e sostiene la possibilità di andare a procedure selettive solo in caso di risorsa naturale scarsa. In Italia la risorsa libera è di circa il 70%: è bene chiarire, quindi, che noi continuiamo a lottare e ci confronteremo in modo propositivo e non con l’ostruzionismo su un emendamento che di fatto poteva non essere presentato dal Governo. Forza Italia ha infatti presentato 88 sub-emendamenti, unendo tutti le anime delle associazioni balneari italiane. Gli argomenti che abbiamo sollevato sono precisi, puntuali, non polemici e non oggetto della volontà procrastinatrice dei tempi: il Ddl concorrenza deve andare avanti nei tempi stabiliti dal Governo, ma l’emendamento riguardante i balneari ha invece bisogno di maggiori approfondimenti”.

“Ci aspettavamo, in realtà, – prosegue l’azzurro – un decreto legislativo ad hoc sul tema e invece ci siamo ritrovati un foglietto inserito nel mezzo ad altri argomenti importanti, peraltro uscito in un modo dal Governo e arrivato sui tavoli del parlamento in un altro. Nei- subemendamenti siamo stati chiari nell’affermare che una qualsiasi ipotesi di procedura selettiva dovrà partire solo ed esclusivamente quando si saprà di cosa si parla. L’Italia non è la Danimarca: ha 8mila chilometri di costa tutta balneabile. Sono capibili le norme algide del nord Europa, ma non si possono assolutamente applicare al nostro territorio. Per questo ci battiamo tutti insieme difendendo sì 30 mila imprese, sì un milione di addetti ma soprattutto difendendo l’impresa italiana e la cultura del turismo del nostro Paese. Il turismo come lo conosciamo noi è nato, infatti, proprio dalle spiagge”.

“Difendiamo, quindi, una prospettiva che economicamente vale – se messa insieme all’indotto che il turismo crea – quasi il 25% del Pil. Quando rischia di chiudere un’azienda di 40 dipendenti in Italia, giustamente, si fanno tavoli interministeriali e i sindacati scendono in piazza: qua rischiamo di svendere a multinazionali estere un milione di posti di lavoro perché non facciamo la stessa cosa? – conclude il senatore Mallegni -. Forza Italia si batte su questo: siamo un partito liberare e garantista, non possiamo prendere le nostre aziende e buttarle a mare”.

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