“Non corrisponde a verità che l’articolo 58 bis costituisca la risposta alle aziende che rischiavano di chiudere in conseguenza di comportamenti non conformi alle regole, come dichiara Ceccarelli. La Regione ha creato il problema e lo ha risolto introducendo una nuova norma, l’art. 58 bis, che, contrabbandata per una sanatoria compassionevole, introduce in realtà una nuova fattispecie di illecito amministrativo, ovvero l’escavazione al di fuori del ‘perimetro autorizzato’, nozione che non esiste nella legge cave, né a livello regionale né nazionale, ma che nasce da un parere del dirigente regionale Beccattini trasmesso a tutti i comuni dalla Regione il 21 maggio 2018”. Lo affermano il senatore Massimo Mallegni (Forza Italia), il capogruppo di FI al Consiglio regionale della Toscana, Maurizio Marchetti e il vicepresidente dell’assemblea toscana, Marco Stella.

“Non sono stati quindi i voti espressi in Consiglio Regionale da Forza Italia, ma un banale parere di un Dirigente, forse richiesto ad arte dalla Giunta – proseguono -. Con questo parere infatti è stato definito il perimetro autorizzato come il progetto autorizzato, affermando che uno scostamento dal progetto anche se dentro il cantiere autorizzato, come identificato nell’allegato planimetrico all’autorizzazione e dentro la concessione, equivale ad assenza di autorizzazione. Prima del parere del Beccattini (divenuto determinante per l’applicazione dell’art. 58 bis), era vigente il parere del dirigente regionale Ianniello che identificava il “perimetro autorizzato” con il “sito estrattivo autorizzato” secondo la definizione legislativa dell’articolo 2 comma 1 lettera g) l.r. 35/2018”.
“Coloro che, pertanto – sottolineano Mallegni, Marchetti e Stella – effettuavano scostamenti dal progetto ma restando entro i limiti del cantiere, come delineato nelle piante allegate all’autorizzazione, realizzavano parziali difformità dall’autorizzazione sanzionabili solo con sanzione amministrativa pecuniaria e non certo con la sospensione dell’attività estrattiva a meno che non comportassero varianti sostanziali (ampliamento delle volumetrie di scavo eccedenti il limite massimo di 1.000 metri cubi; modifiche riguardanti l’assetto definitivo del sito; introduzione di tecniche di scavo che prevedono l’uso di esplosivo; modifiche al progetto di coltivazione che comportano un incremento delle garanzie fideiussorie). In parole semplici, se nel complesso la volumetria autorizzata era la stessa, le stesse erano le tecniche di scavo e le garanzie fideiussorie, nonché il progetto di ripristino finale, l’unico rischio dell’impresa e dei lavoratori era il pagamento di sanzione pecuniaria”.
“L’assurdità dell’art. 58 bis – dichiarano i tre esponenti forzisti – è che introduce questo nuovo illecito amministrativo a posteriori, cioè quando le pretese irregolarità si sono già compiute, fidando nella precedente interpretazione di perimetro autorizzato, che non solo la Regione, con il parere Ianniello del 2017 ma il Comune di Carrara per prassi pluriennale, hanno sempre avallato. Prova ne è che ci sono imprese sanzionate nel 2016 per difformità parziali, che hanno pagato la sanzione e che oggi vengono sanzionate di nuovo con l’art. 58 bis per le stesse difformità. Io credo che non si possa trattare come malfattori le imprese che, regolarmente autorizzate, nel corso dei lavori effettuano varianti senza realizzare alcun aumento volumetrico rispetto all’autorizzato, e all’interno del proprio cantiere, in condizioni di sicurezza e di tutela dell’ambiente in quanto il cantiere autorizzato è stato sottoposto a previa valutazione di impatto ambientale ed è soggetto a tutti i controlli di ASL, ARPAT e di tutti gli enti competenti. Diversamente occorre agire verso le imprese che scavano di più di quello che è autorizzato oppure in zone fuori dal cantiere. Ma i casi di cave chiuse dal Comune di Carrara su ordine della Regione (tale è l’imposizione del parere Beccattini) sono del primo tipo, cioè dentro al cantiere autorizzato, nei limiti della volumetria autorizzata, dentro al concessione e in area estrattiva”, concludono.

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