In queste settimane di intensa campagna elettorale ho sentito e letto molte notizie false (fake news): Berlusconi ha governato per 20 anni, è colpa di Berlusconi ogni cosa, anche quando non era lui al governo. Beh, la realtà dei fatti non è proprio questa. E’ molto diversa. E’ altrettanto ovvio che è in atto una contro-campagna per screditare il lavoro tangibile, evidente e documentabile dei governi Berlusconi e del centro destra. Se c’è un voto utile per dare stabilità e autorevolezza internazionale al nostro Paese è quello per Forza Italia e per il centro destra.

Ma veniamo a noi…

Su 23 anni il centro-destra è stato al Governo per meno di 10. In quei dieci anni abbiamo realizzato molte cose straordinarie, ma la storia dell’ultimo quarto di secolo è purtroppo anche la storia di una grave anomalia democratica. È la storia di cinque colpi di Stato – usiamo quest’espressione ben consapevoli della sua gravità – che hanno condizionato pesantemente la vita democratica, che hanno massacrato la nostra democrazia. Naturalmente parliamo di colpi di Stato, senza carri armati per le strade, nel rispetto formale delle regole: e tuttavia come altro si può definire, in democrazia, quello che succede quando la volontà degli elettori viene ribaltata, stravolta, rovesciata da altri organi dello Stato?
Il primo colpo di Stato è accaduto nel 1992-1993, la cosiddetta inchiesta Mani Pulite, quando i partiti che avevano il voto della maggioranza degli italiani, con il pretesto del finanziamento illecito, vennero cancellati, cacciando dalla politica, arrestando, o portando talora alla morte, colpevoli e innocenti, e salvando invece solo coloro che erano funzionali al disegno di potere dei post-comunisti e della magistratura che li affiancava. Solo la discesa in campo di Berlusconi salvò la democrazia italiana restituendo una rappresentanza politica alla grande maggioranza degli italiani che non volevano essere governati dalla sinistra. Proprio questo scatenò il secondo colpo di Stato, che avvenne nel 1994 con la complicità del Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Il Premier eletto dagli italiani venne raggiunto da un avviso di garanzia, notificatogli sulla prima pagina del Corriere della Sera, mentre stava presiedendo a nome dell’Italia un importante vertice mondiale a Napoli. Quella volta diverse delegazioni straniere chiesero preoccupate ai funzionari del nostro Governo se forse non fosse il caso di lasciare il Paese, visto il colpo di Stato in atto. L’inchiesta poi finì in nulla, ma la maggioranza in Parlamento non aveva retto il colpo, anche per le pressioni del Quirinale. La sinistra riuscì così a riprendere il potere e non lo lasciò fino al 2001, alla nuova grande vittoria del centro-destra. Alle elezioni successive, nel 2006, attraverso clamorosi brogli, denunciati da più parti, la sinistra vinse per soli 24.000 voti alla Camera. Un altro colpo di Stato, rafforzato dal fatto che né la magistratura né le stesse camere diedero alcun seguito alla nostra richiesta di riconteggio delle schede. Quel Governo di sinistra durò solo due anni, e nel 2008 di nuovo gli italiani scelsero Berlusconi, portandolo a raggiungere un livello di consenso (75,3%) senza precedenti né nella storia italiana, né fra gli altri Leaders mondiali. Fu allora che la sinistra, e ancora una volta il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, cominciarono una lunga e complessa trama, con l’accordo di alcune cancellerie straniere, a cominciare dalla Francia, per rovesciare di nuovo il Governo scelto dagli italiani. Trovarono una sponda in Gianfranco Fini e in alcuni parlamentari eletti con lui nel centro- destra, e nel 2011 il Governo scelto dagli italiani fu costretto a dimettersi, per non esporre il Paese ad uno scontro istituzionale drammatico nel pieno della crisi economica mondiale. Questo fu il quarto colpo di Stato. Il quinto si compì nel 2013 quando alle elezioni di nuovo la sinistra prevalse per poco più di 100.000 voti fra diffusi sospetti di brogli che anche questa volta non furono mai verificati. Nonostante questo non ottennero una maggioranza sufficiente a governare e la crearono in Parlamento con il voto di chi ha cambiato schieramento: più di 300 parlamentari nel corso di questa legislatura. Uno scandalo al quale porremo fine anche con una modifica costituzionale introducendo il vincolo di mandato.

Oltre a tutto questo, il Leader del centro-destra, caso unico in un Paese democratico, è stato cacciato dal Parlamento con una serie di atti giuridicamente mostruosi. Prima una condanna in tempi rapidissimi – l’unica, dopo decine di processi intentati a suo carico – per un reato fiscale senza alcun senso: una presunta evasione di dieci milioni di euro da parte di un’azienda come Mediaset, che Berlusconi non gestisce più da molti anni e che con le altre aziende fondate da Berlusconi ha versato all’erario, da quando Berlusconi è sceso in campo, l’incredibile somma di 5 miliardi e 860 milioni di euro. Poi l’applicazione retroattiva a suo carico di una legge, la Severino, che dispone la decadenza dei condannanti dagli incarichi politici. Una legge non ancora in vigore al momento nel quale l’ipotetico reato – mai avvenuto – sarebbe stato commesso. Infine una procedura di decadenza dal Senato del tutto anomala nei tempi e nei modi, fino a negare, per la prima volta nella storia della Repubblica, lo scrutinio segreto per una votazione su una persona.
Questa è la storia degli ultimi 25 anni, questo il contesto terribile nel quale abbiamo governato. Eppure vale la pena di soffermarsi sui risultati di quegli anni. Risultati che non sono ancora, naturalmente, la rivoluzione liberale che è nei nostri progetti, ma dei quali siamo molto fieri e che continuano ad avere effetti molto positivi sulla vita degli italiani.

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