“Si chiede di sapere se il Ministro in indirizzo non ritenga di procedere ad una stabilizzazione del rapporto di lavoro, atteso che i lavoratori addetti al controllo e alla disciplina delle corse ippiche e delle manifestazioni del cavallo da sella, storici precari, sono da anni direttamente gestiti dal Ministero e, nell’immediato, se non ritenga di adottare le più idonee misure volte a tutelare i medesimi lavoratori rimasti esclusi da ogni tipo di provvidenza intesa ad alleviare le difficoltà gravissime che sono costretti a subire in questa congiuntura di crisi economica”. E’ quanto hanno chiesto i senatori Gasparri e Mallegni (FIBP-UDC) al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali sottolineando: “il decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, all’articolo 103, ha introdotto la possibilità per i datori di lavoro di presentare all’INPS istanza per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, ovvero dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare, tuttora in corso, con cittadini italiani o cittadini stranieri; l’articolo prevede, altresì, per i cittadini stranieri con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, non rinnovato o convertito in altro titolo di soggiorno, la possibilità di richiedere permesso di soggiorno temporaneo della durata di 6 mesi; esistono altre fasce di lavoratori italiani, come ad esempio gli addetti al controllo e alla disciplina delle corse ippiche e delle manifestazioni del cavallo da sella organizzate dal Ministero che versano in uno stato di precarietà assoluta, senza alcuna copertura assistenziale e previdenziale; detti lavoratori, per ironia della sorte, vengono definiti “funzionari onorari” e qualificati come “pubblici ufficiali” nell’esercizio delle loro funzioni quando vengono utilizzati come addetti al controllo e alla disciplina delle corse ippiche e delle manifestazioni del cavallo da sella, titolo quest’ultimo che non dà luogo ad alcuna tutela, ciò provocando, in tempi di crisi generalizzata, disagi e sofferenze indicibili che coinvolgono intere famiglie che rischiano di fare letteralmente la fame, anche a causa della sospensione a partire dagli inizi del mese di marzo scorso di ogni attività ippica; i suddetti lavoratori subiscono una pesantissima discriminazione, considerato che il Governo provvede quasi quotidianamente a prevedere aiuti e sussidi a favore in particolare delle fasce deboli alle prese con la crisi economica legata alla pandemia”.

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