Massa Carrara (Ms): Mallegni, centro destra tornerà maggioranza anche al Governo

Massimo Mallegni lancia la fondazionepuntoit. Non si tratta di un soggetto politico, ne tanto meno di un movimento civico, ma di un’associazione senza fini di lucro destinata ad organizzare in tutta la Toscana ed in particolare nel collegio Lucca e Massa Carrara – collegio dove è stato eletto Mallegni lo scorso 4 marzo – incontri, dibattiti ed iniziative pubbliche coinvolgendo amministratori locali, liste civiche e protagonisti della comunità. Mallegni ha scelto la città di Massa, da giugno amministrata per la prima volta dal centro destra, per dare il via al tour a fianco del Sindaco, Francesco Persiani e Sergio Menchini, capo gruppo di una lista civica di minoranza in consiglio comunale. Mallegni, dal palco del cinema Splendor di fronte ad una bella platea, si è complimentato con il primo cittadino di Massa e con la sua giunta: “il gap da recuperare in questa città è enorme dopo tanti anni di sinistra e centro sinistra – ha detto Mallegni – ma quest’amministrazione ha nel Dna impegno e sacrificio. I cittadini devono avere fiducia e pazienza perché sarà ripagata”.

Inevitabile parlare della sfera nazionale: “Il cittadini sono interessati alla soluzione dei problemi – ha detto il tre volte sindaco di Pietrasanta – e non agli schemi politici. Oggi chi da impressione di risolvere i problemi, riscuote consenso ed applausi. Io credo che nel giro di 6-8 mesi ci sarà una nuova evoluzione. Questo è un governo di necessità ma per chi ci sta. Lega e Movimento 5 Stelle sono incompatibili e sono certo che centro destra tornerà maggioranza anche al Governo e non solo nei comuni dove amministriamo molto bene insieme da anni”. E sui rapporti in aula: “collaboro con la Lega, lo abbiamo fatto per i fanghi, lo stiamo facendo per la bolkestein con il Ministro Centinaio e per altre iniziative, ma con i 5Stelle non ci riesco. Scusatemi. Siamo troppo diversi. Noi vogliamo realizzare le grandi opere, gli assi viari, loro invece, lo ha detto Toninelli in una audizione, pensano alle ciclopiste…”.

Tra i temi anche la manovra fiscale con il reddito di cittadinanza e la flat tax al centro dell’interesse collettivo: “Il reddito di cittadinanza – ha spiegato alla platea – non potrà essere elargito a 5,5 milioni di poveri: servirebbero almeno 35 miliardi ma quelli disponibili sono soltanto 9, 2 dei quali sono destinati ai centri dell’impegno. Ne restano 7. I conti non tornano. La flat tax così come è impostata andrà a beneficio solo dell’1,2%. Non era quello che avevamo in mente il 4 marzo quando ci siamo presentati come centro destra ai cittadini. Lo stesso vale per le pensioni con la differenza che chi sta a casa a grattarsi si beccherà 780 euro”.

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