tratto da Il Giornale

In futuro, a pagare le conseguenze in caso di avvenuta pubblicazione sulla piattaforma, potrebbe essere proprio il gestore del sito o del social network. Un disegno di legge di prossima discussione al Senato presentato dal senatore Massimo Mallegni punta infatti ad inserire nel codice penale il “reato di istigazione a commettere azioni pericolose mediante strumenti informatici” con pene gravissime: si va dalla reclusione da sei mesi a tre anni, oltre a sanzioni pecuniarie. “I giovani oggi – spiega il senatore – non distinguono più la realtà vera da quella virtuale, maneggiano smartphone, navigano sul web e condividono informazioni senza rendersi conto dei pericoli che stanno correndo. I ragazzi vanno educati, ma i social vanno assolutamente regolamentati”. E allora ecco il pugno duro, che Mallegni ha recentemente mostrato anche contro Sfera Ebbasta, presentando assieme al senatore Lucio Malan un esposto a diciotto procure su un presunto reato di istigazione e proselitismo all’uso di sostanze stupefacenti ravvisabile, secondo i senatori, nei testi delle canzoni del cantante trap.

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